Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia "B"
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STIMA DEI FABBISOGNI PER IL SEMESTRE-TIPO DI UN CLM IN MEDICINA E CHIRURGIA
spunti di aggiornamento didattico per i docenti dei Corsi di Medicina e Chirurgia


      Questa pagina contiene una stima dei fabbisogni di personale docente per un semestre-tipo di un Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia.

Caratteristiche del semestre-tipo
      Secondo la normativa vigente un semestre di un Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia deve erogare in media 30 CFU suddivisi in 25 CFU di lezioni frontali e 5 CFU professionalizzanti. Il "semestre-tipo" corrisponde esattamente ai valori medi per tutti i parametri considerati, con l'approssimazione di includere sotto la dicitura di didattica frontale anche le attivita' ADE ed altre attivita' accessorie. Nel semestre-tipo lo studente segue 3 corsi integrati con esame finale e un corso che fa parte di un corso integrato articolato su due semestri e che pertanto non porta ad un esame finale. La durata del semestre-tipo e' 12 settimane.
      Il calcolo delle risorse necessarie assume che la popolazione del corso consti di 150 studenti che seguono le lezioni in aula tutti insieme e vengono invece divisi in 12 gruppi di 12-13 studenti ciascuno per le attivita' professionalizzanti a piccoli gruppi.

Tabella 1: Impegno didattico del semestre-tipo
tipologia didattican. CFUdimensione grupponumero gruppi ore fruite nel semestre dallo studente ore complessivamente erogate dal corso nel semestre ore settimanali erogate
frontale classica 25 150 1 25x12 = 300 25x12x1 = 300 25
professionalizzante 5 12-13 12 5x25 = 125 5x25x12 = 1500 125


      La prima considerazione che emerge dai dati di Tabella 1 e' la notevole disparita' tra il numero di ore fruite da ciascuno studente e il numero di ore che il corso deve erogare. Tale disparita' e' ovviamente dovuta alla didattica professionalizzante a piccoli gruppi, e porta al risultato che al fine di erogare 425 ore di didattica tutorata a ciascuno studente, il Corso di Laurea deve erogarne 1800.

      L'impegno didattico frontale non necessita di particolari spiegazioni o analisi. L'impegno per studenti e docenti e' lo stesso e si articola su 5 ore di lezione giornaliere per 5 giorni alla settimana, come in Tabella 2. Le fasce orarie possibili sono 8,30-13,30 oppure 14-19 e una sola aula puo' essere usata per due CLM o per due anni di corso dello stesso CLM.

      L'impegno didattico professionalizzante e' gravoso e variabile in funzione della dimensione dei gruppi di studenti. In questa simulazione del semestre-tipo e della settimana-tipo sono ipotizzati 12 gruppi di 12-13 studenti ciascuno. Ogni gruppo svolge 36 sedute di attivita' didattica professionalizzante nel trimestre della durata di circa 3h 30' ciascuna per un totale di 36x3,5 = 126 ore, corrispondenti a 5 CFU di 25 ore ciascuno. Il totale di sedute di attivita' professionalizzante richiesto per i 12 gruppi e' di 12x36 = 432 sedute di 3h 30' ciascuna, per un totale di 432x3,5 = 1512 ore di didattica professionalizzante erogata dai docenti nel semestre. I gruppi sono indicati in Tabella 2 come Gr1, Gr2, etc. e le attivita' come AP1, AP2, etc. La fascia oraria nella quale viene svolta la didattica professionalizzante non deve coincidere con quella della didattica frontale, pertanto se il corso svolge la didattica frontale nella fascia oraria 8,3-13,30 l'attivita' professionalizzante si tiene nella fascia 14-17,30; se invece la didattica frontale si svolge nella fascia 14-19, l'attivita' professionalizzante deve occupare la fascia 9-12,30.

Tabella 2: Impegno didattico settimanale nel semestre-tipo
fascia oraria       Lunedi'      Martedi'      Mercoledi'      Giovedi'       Venerdi'
 
Prima settimana
8,30-13,30 didattica frontale
per tutti i gruppi
didattica frontale
per tutti i gruppi
didattica frontale
per tutti i gruppi
didattica frontale
per tutti i gruppi
didattica frontale
per tutti i gruppi
14-17,30 Gr1: AP1
Gr2: AP2
Gr3: AP3
Gr4: AP4
Gr5: AP5
Gr6: AP6
Gr7: AP7
Gr8: AP8
Gr3: AP1
Gr4: AP2
Gr5: AP3
Gr6: AP4
Gr7: AP5
Gr8: AP6
Gr9: AP7
Gr10: AP8
Gr5: AP1
Gr6: AP2
Gr7: AP3
Gr8: AP4
Gr9: AP5
Gr10: AP6
Gr11: AP7
Gr12: AP8
Gr7: AP1
Gr8: AP2
Gr9: AP3
Gr10: AP4
Gr11: AP5
Gr12: AP6
Gr1: AP7
Gr2: AP8
Gr9: AP1
Gr10: AP2
Gr11: AP3
Gr12: AP4
Gr1: AP5
Gr2: AP6
Gr3: AP7
Gr4: AP8
 
Seconda settimana
8,30-13,30 didattica frontale
per tutti i gruppi
didattica frontale
per tutti i gruppi
didattica frontale
per tutti i gruppi
didattica frontale
per tutti i gruppi
didattica frontale
per tutti i gruppi
14-17,30 Gr11: AP1
Gr12: AP2
Gr1: AP3
Gr2: AP4
Gr3: AP5
Gr4: AP6
Gr5: AP7
Gr6: AP8
Gr2: AP1
Gr3: AP2
Gr4: AP3
Gr5: AP4
Gr6: AP5
Gr7: AP6
Gr8: AP7
Gr9: AP8
Gr4: AP1
Gr5: AP2
Gr6: AP3
Gr7: AP4
Gr8: AP5
Gr9: AP6
Gr10: AP7
Gr11: AP8
Gr6: AP1
Gr7: AP2
Gr8: AP3
Gr9: AP4
Gr10: AP5
Gr11: AP6
Gr12: AP7
Gr1: AP8
Gr8: AP1
Gr9: AP2
Gr10: AP3
Gr11: AP4
Gr12: AP5
Gr1: AP6
Gr2: AP7
Gr3: AP8
 
Terza settimana
8,30-13,30 didattica frontale
per tutti i gruppi
didattica frontale
per tutti i gruppi
didattica frontale
per tutti i gruppi
didattica frontale
per tutti i gruppi
didattica frontale
per tutti i gruppi
14-17,30 Gr10: AP1
Gr11: AP2
Gr12: AP3
Gr1: AP4
Gr2: AP5
Gr3: AP6
Gr4: AP7
Gr5: AP8
Gr12: AP1
Gr1: AP2
Gr2: AP3
Gr3: AP4
Gr4: AP5
Gr5: AP6
Gr6: AP7
Gr7: AP8
Gr1: AP9
Gr2: AP10
Gr3: AP11
Gr4: AP12
Gr5: AP13
Gr6: AP14
Gr7: AP15
Gr8: AP16
Gr3: AP9
Gr4: AP10
Gr5: AP11
Gr6: AP12
Gr7: AP13
Gr8: AP14
Gr9: AP15
Gr10: AP16
Gr5: AP9
Gr6: AP10
Gr7: AP11
Gr8: AP12
Gr9: AP13
Gr10: AP14
Gr11: AP15
Gr12: AP16

      Lo schema di Tabella 2 dimostra che il completamento delle prime 8 attivita' didattiche professionalizzanti (AP da 1 a 8) per tutti i gruppi richiede 12 giorni lavorativi (dal lunedi' della prima settimana al martedi' della terza, inclusi). Pertanto a partire dal tredicesimo giorno lavorativo lo schema si ripete per le 8 attivita' successive (AP da 9 a 16) e cosi' via. In ogni settimana vengono erogate 8 AP di 3h 30' al giorno e quindi 40 AP che su un totale di 12 settimane/semestre porta ad un leggero eccesso rispetto al previsto (40x12 = 480 sedute anziche' 432, come calcolato sopra); questo significa che i docenti impegnati nella didattica professionalizzante hanno lo spazio per recuperare eventuali sedute saltate nel corso del semestre, oppure possono completare l'insegnamento in 11 settimane anziche' in 12. Ogni gruppo di studenti e' impegnato per cinque giorni alla settimana nella didattica frontale e, mediamente, per tre giorni alla settimana anche nella didattica professionalizzante; questo comporta che per tre giorni alla settimana ogni studente riceve 8h 30' al giorno di didattica tutorata e per i rimanenti due 5h al giorno di didattica tutorata. Il numero totale di ore di didattica tutorata che ogni studente riceve nella settimana e' pari a 35h 30' ovvero 426 ore nel semestre, in accordo con quanto previsto dalla normativa vigente (25x12 + 5x25 = 425 ore).

Stima del fabbisogno di risorse: insostenibilita' del semestre-tipo
      L'analisi presentata sopra dimostra che il semestre-tipo, nella sua formazione banale presentata sopra e' insostenibile. Analizzero' per primi i problemi ai quali si potrebbe porre rimedio perche' servono ad introdurre e qualificare il problema a cui a mio parere non si puo' porre rimedio.

      Il corpo docente in forza nelle materie del semestre-tipo deve erogare 1800 ore di didattica complessive (Tabella 1) che corrispondono all'impegno pieno di 15 docenti. Infatti la normativa vigente prevede un impegno minimo del docente pari a 120 ore/anno. Poiche' nel semestre vengono erogati 4 corsi integrati, tre di essi devono avere 4 docenti e uno deve averne 3. In realta' questa stima e' irrealistica perche' ogni docente e' impegnato su piu' corsi integrati, spesso in diversi Corsi di Laurea, e divide le sue ore di attivita' didattica di conseguenza; una stima piu' realistica e' di impegnare sul semestre 30 docenti che insegnano in due corsi integrati. Questo non fa necessariamente salire il fabbisogno di docenti del Corso di Laurea purche' i docenti siano impegnati in corsi integrati diversi ma tutti appartenenti allo stesso Corso di Laurea, e porta la stima del fabbisogno minimo a 180 docenti esclusivamente dedicati al Corso di Laurea Magistrale (12 semestri). Sebbene questo schema sia costruito sull'ipotesi che tutti i docenti partecipino sia all'attivita' didattica frontale che a quella professionalizzante, e' utile osservare che, dai dati di Tabella 1, l'impegno per la didattica frontale e' di 300 ore/120 ore/docente = 2,5 docenti a tempo pieno (si legga: il 250% delle ore di didattica che la legge impone a ciascun docente), quello per la didattica professionalizzante 1500/120 = 12,5.

      Il Corso di Laurea Magistrale richiede non meno di tre aule utilizzate a tempo pieno (tutte le mattine e tutti i pomeriggi per 10 ore giornaliere e 5 giorni alla settimana). Richiede inoltre ambulatori, reparti ospedalieri o altre strutture in grado di erogare simultaneamente 8 attivita' didattiche professionalizzanti a piccoli gruppi (ad es. un reparto in grado di ospitare due gruppi, due ambulatori, due laboratori per la simulazione medica, due salette provviste del materiale necessario per la presentazione di lastre, reperti, etc.).

      Il problema cruciale nella stima dei fabbisogni si pone sulle risorse necessarie per l'attivita' professionalizzante a piccoli gruppi. Infatti la numerosita' dei gruppi, fissata arbitrariamente a 12-13 studenti, potrebbe risultare eccessiva per molte attivita'. Se ogni gruppo dovesse essere diviso in due per ragioni di capienza delle strutture (ad es. ambulatori), il fabbisogno di docenti e strutture dedicati all'attivita' professionalizzante raddoppierebbe, mentre il fabbisogno di docenti e strutture per la didattica frontale resterebbe invariato. Questo porterebbe il fabbisogno di docenti nel semestre a 27,5, e per l'intero Corso di Laurea Magistrale a 330.
      Un aspetto da non sottovalutare e' l'enorme impegno richiesto allo studente, pari a 35h 30' in media ogni settimana. Questo impegno risulta superiore all'impegno contrattuale di un operatore dell'industria o di un impiegato e non include l'impegno dello studente a casa. Infatti 30 CFU corrispondono ad un impegno complessivo dello studente di 30x25 = 750 ore. Le 425 ore complessive considerate in questa analisi sono infatti quelle da svolgersi sotto tutoraggio. Se si include nella durata del semestre anche il mese successivo alla conclusione della didattica tutorata, solitamente dedicato agli esami si puo' stimare l'impegno settimanale medio dello studente a 750/16 = 47 ore.
      Va inoltre considerata l'estrema complessita' organizzativa dello schema proposto. E' infatti evidente che una lezione, o peggio una attivita' professionalizzante, non erogata e' molto difficile da recuperare, in primo luogo perche' la stima di 12 settimane/semestre e' ottimistica, in secondo luogo perche' nel caso delle attivita' a piccoli gruppi, ciascun gruppo e' quasi costantemente impegnato.
      Il problema di sostenibilita' piu' grave, e in ultima analisi insolubile, risulta dalla discussione precedente ed e' il collasso delle strutture. Infatti, anche se fosse possibile reperire i docenti necessari, inevitabilmente piu' docenti dello stesso CLM o di CLM diversi si troverebbero a lavorare nello stesso reparto e dovrebbero accogliere contemporaneamente gruppi afferenti a piu' corsi o a piu' anni di corso. Nessun reparto ospedaliero o ambulatorio ha la capienza necessaria per far fronte a questo tipo di impegno didattico. Questo problema nella condizione attuale dei nostri CLM e' insormontabile.
      Risulta quindi necessario immaginare modelli didattici alternativi, inevitabilmente sub-ottimali: occorre cioe' penalizzare la qualita' della didattica erogata a favore dell'efficienza economica e in ultima analisi della sostenibilita'.

Come rendere sostenibile il semestre-tipo?
      Lo strumento per aumentare la sostenibilita' e' l'attenta valutazione delle necessita' della didattica professionalizzante. La didattica professionalizzante puo' essere divisa arbitrariamente in due tipologie: quelle che non ammettono metodi alternativi a quelli del piccolo gruppo (ad es.: l'insegnamento delle manovre di semeiotica fisica), e quelle che possono essere realizzate con gruppi grandi, al limite in aula e con l'intero corso, seppure con minore qualita' didattica (ad es.: le attivita' interpretative, quali l'interpretazione dell'ECG o dei risultati delle analisi di laboratorio; oppure la discussione di casi clinici).
      Se e' possibile riclassificare i 5 CFU di attivita' professionalizzante in modo che meta' appartenga alla prima tipologia e meta' alla seconda i dati di Tabella 1 possono essere ricalcolati come segue (Tabella 3):

Tabella 3: Impegno didattico del semestre-tipo con attivita' didattica professionalizzante suddivisa in due tipologie
tipologia didattican. CFUdimensione grupponumero gruppi ore fruite nel semestre dallo studente ore complessivamente erogate dal corso nel semestre ore settimanali erogate
frontale classica 25 150 1 25x12 = 300 25x12x1 = 300 25
professionalizzante in aula 2,5 150 1 2,5x25 = 62,5 2,5x25x1 = 62,5 5h 30'
professionalizzante a piccoli gruppi 2,5 12-13 12 2,5x25 = 62,5 2,55x25x12 = 750 62,5


      La Tabella 3 dimostra che, a fronte dello stesso numero di ore di didattica tutorata offerto allo studente, l'impegno in aula cresce di poco piu' di 5 ore/settimana (in pratica passa da 5 a 6 ore al giorno su 5 giorni/settimana, oppure a 5 ore al giorno su 6 giorni/settimana), mentre l'impegno sulla didattica a piccoli gruppi si dimezza. Questo comporta che e' sufficiente prevedere 4 attivita' didattiche a piccoli gruppi ogni giorno invece di 8, come indicato in Tabella 2, con sostanziale riduzione del sovraccarico sulle strutture. Il numero totale di attivita' didattiche a piccoli gruppi passerebbe a 18 sedute/gruppo per un totale di 216 sedute. La Tabella 2 andrebbe riformulata in modo tale che in 12 giorni lavorativi sarebbero erogate 4 AP anziche' 8.
      Ovviamente, l'ipotesi che la meta' dei CFU professionalizzanti medi per semestre appartenga alla tipologia erogabile in aula e' arbitraria: ogni coordinatore di semestre dovra' valutare quale frazione di CFU professionalizzanti possa rientrare in questa tipologia. Vale in ogni caso la regola che quanti piu' CFU possono essere erogati in aula, tanto meglio per la sostenibilita' dei CLM. E' di fondamentale importanza che gli studenti ed i docenti siano consapevoli di quali tra i CFU erogati in aula siano considerati didattica frontale e quali siano invece didattica professionalizzante. Questo perche' sarebbe molto dannoso per l'immagine del CLM dichiarare lo svolgimento di attivita' didattica professionalizzante che lo studente nega in buona fede di aver ricevuto perche' la scambia per didattica frontale.
      Un relativo miglioramento puo' essere ottenuto svolgendo la didattica professionalizzante in aula a gruppi di dimensione intermedia: ad esempio, con modesto aumento dell'impegno del corpo docente si puo' ipotizzare di suddividere il corso in due gruppi di 75 studenti o in tre gruppi di 50, migliorando le possibilita' di dialogo e interazione con il docente durante l'attivita' didattica professionalizzante in aula.
      Un ulteriore fattore di sostenibilita' deriva dall'incremento massimo possibile delle attivita' di simulazione didattica: tutto cio' che puo' essere insegnato sul manichino anziche' sul paziente sgrava l'impegno dei reparti e degli ambulatori. Come osservato sopra, l'aspetto piu' critico della didattica professionalizzante a piccoli gruppi e' il rischio di collasso delle strutture, ed e' quindi a queste che occorre rivolgere la massima attenzione.

Un problema nel problema: il database GOMP
      La didattica erogata nelle Universita' pubbliche italiane viene annotata nel database GOMP che e' vincolato da precisi limiti e criteri e che uguaglia l'impegno dello studente e quello del docente. Questo comporta che dove l'Ordinamento Didattico del corso pervede 1 CFU di didattica frontale, il database richiede di inserire un docente al quale sia attribuito 1 CFU, automaticamente convertito in 12 ore di lezione. Dove invece l'Ordinamento Didattico del corso pervede 1 CFU di didattica professionalizzante, il database richiede di inserire un docente al quale sia attribuito 1 CFU, automaticamente convertito in 25 ore di didattica. Nel primo caso il docente eroghera' 12 ore di didattica frontale (1 CFU) all'intero corso. Nel secondo caso il docente avra' soddisfatto il suo impegno erogando 8 sedute di didattica professionalizzante della durata di 3h 7' ciascuna. Se in ogni seduta incontra un gruppo composto da 12 studenti alla fine del semestre potra' rendicontare 25 ore di didattica-docente, ma avra' erogato soltanto 0,125 CFU a soltanto 96 studenti, e zero CFU ai rimanenti 54 (quando io ho rappresentato questo problema all'help desk del GOMP sono stato accusato di voler imborgliare sui criteri della verifica della didattica!). Ovvero: i docenti possono scrupolosamente assolvere ai loro doveri e rendicontare pienamente la didattica loro attribuita e gli studenti possono ricevere molto meno della didattica prevista.

Stima della capacita' formativa delle Facolta' di Medicina che insistono sul Policlinico Umberto I
      Come gia' detto il problema cruciale della didattica professionalizzante e' la capienza delle strutture, non tanto la disponibilita' dei docenti. Questo pero' non avviene perche' i docenti sono sufficienti e le strutture no, ma perche' la carenza delle strutture e' maggiore della carenza dei docenti, che risultano comunque insufficienti. Una stima semplificata si puo' fare confrontando le necessita' del semestre-tipo con il numero di docenti in servizio nelle due Facolta' di Medicina e Chirurgia che insistono sul Policlinico Umberto I. Se si prendono i dati di Tabella 1 si osserva che nel semestre-tipo vengono erogate 1800 ore di didattica; moltiplicando per 2 per ottenere l'anno accademico, per 6 per considerare la durata nominale del CLM e per 5 per tenere conto del numero dei Corsi di Laurea (in realta' 6: A, B, C, D, E, ed F, ma gli ultimi due hanno numerosita' inferiore; inoltre il CLM E insiste sul Polo Pontino, pur essendo gestito da docenti afferenti alle Facolta' del Policlinico) si ottiene un monte ore annuale pari a 108.000. Alle due Facolta' afferiscono complessivamente circa 1000 docenti che sono tenuti per legge ad un impegno didattico non inferiore a 120 ore/anno. Questo comporta che la capacita' didattica massima delle due Facolta' ammonta a 120.000 ore-docente/anno, in teoria in leggero eccesso rispetto a quanto richiesto. In pratica pero' la capacita' formativa delle due Facolta' e' enormemente inferiore a quanto sarebbe necessario perche' i docenti non sono impegnati soltanto sui Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia: devono infatti farsi carico anche dei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie, ai quali afferisce una popolazione studentesca complessiva ben superiore a quella dei Corsi di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia, delle Scuole di Specializzazione, e dei Corsi di Laurea in Biotecnologie, Farmacia, Chimica e Tecnologia Farmaceutica, etc.
      Se si fa riferimento alla Tabella 3 anziche' alla Tabella 1, il fabbisogno di docenti puo' essere ricalcolato in 66.750 ore, che corrisponde ad oltre il 50% della capacita' formativa delle due Facolta', ma configura una sofferenza meno drammatica.

Conclusioni
      Questa analisi suggerisce le seguenti considerazioni:
1) in assenza di opportuni provvedimenti di semplificazione e di miglioramento dell'efficienza, la didattica professionalizzante che la legge impone ai CLM in Medicina e Chirurgia non e' sostenibile.
2) Data la numerosita' degli studenti, il principale fattore di insostenibilita' e' dato dall'insufficiente capienza delle strutture, prima ancora che dalla carenza di docenti.
3) E' possibile adottare due provvedimenti finalizzati a contenere il disagio e recuperare la sostenibilita' dei CLM in Medicina e Chirurgia:
      - svolgere la piu' ampia parte possibile della didattica professionalizzante in aula o comunque su gruppi di grande dimensione, identificando capillarmente quei contenuti e quelle abilita' che possono essere insegnate in questo modo;
      - per quelle attivita' pratiche che non possono essere insegnate a gruppi grandi, ricorrere il piu' possibile alle simulazioni su manichino da eseguirsi in laboratori didattici, piuttosto che sui pazienti nei reparti.
4) Il recupero della sostenibilita' deve avere priorita' sulla qualita' della didattica: tra una didattica eccellente ma impossibile e una possibile ma di qualita' soltanto sufficiente, la seconda e' chiaramente preferibile.


      Pagina aggiornata il giorno 8 febbraio 2018.
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